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Yes, they are true and real. And at the same time never happened.

The gospel according to John(ny)

A quel tempo Gesù era solito recarsi sovente nella stagione estiva presso una taverna sulle rive del mare Adriatico. La taverna in questione veniva chiamata dagli autoctoni “Flinstones”, luogo peccaminoso di ritrovo dei giovani della zona e non.

Gesù, assieme ai suoi apostoli, vi si revaca per distrarsi dall’arduo mestiere di messia che, come ben si sa, è alquanto stressante.

Nella fattispecie, una sera si ritrovarono a danzare un ballo tipico della regione che consisteva nel darsi spallate l’un l’altro in segno di grande amicizia (il nome originale dall’ebraico è “pogo”). In mezzo alla folla saltante e sballottolante, un misero levita sembrà aver preseo di mira il nostro Salvatore ma egli, nell’alto della sua bontà, sulle prime lasciò perdere. Non fece così i levita, che continuò ad importunare Gesù, finchè lui Gesù nella sua grande magnificenza disse “Adesso ha rotto veramente i marroni!” e iniziò amichevolmente a spintonarlo.

Il levita, tronfio della sua migliore prestanza fisica incassò qualche colpo, ma poco dopo venne sopraffatto dalla inumana aura di ignoranza emanata dal figlio di dio (ingoranza nell’accezione romagolo-romana del termine).
Spaventato pensò di porre fine alla appena nata diatriba andando dal Redentore dicendogli “Oh, il buttafuori è mio cuggino”. Gesù, senza batter ciglio, si appropinquò al buttafuori (un soldato Romano alto 1.90 del peso di circa 110 kg) e con parole amorevoli ma decise chiese “Il levita lì ha detto che sei suo cugino” il soldato rispose “io non lo conosco, e quì dentro non azzardatevi a creare problemi, fuori fate quello che volete!”.

Gesù non se lo fece ripetere due volte, ed in segno di enorme rispetto e tendendo una mano in segno di pace verso il levita gli disse “Vieni fuori”. Il levita lo seguì, e così anche gli apostoli di Gesù e i proseliti del levita.
All’esterno del locale, tirava una salmastra brezza marina, l’aria era umida e calda, tipica del clima estivo/mediterraneo della zona.
Gli apostoli scambiarono qualche parola con i proseliti del levita, e scoprirono che essi non erano usciti per dar manforte al levita, ma per gustarsi la scena, e subito tra i due schieramenti nacque profonda amicizia (grazie anche all’alcool che ormai nelle vene di entrambi i gruppi aveva soppiantato il sangue).

Gesù e il levita si incamminarono per appianare pacificamente e amorevolmente le loro divergenze di vedute, svoltarono l’angolo in una stradina laterale e per circa mezz’ora di loro non si seppe nulla.

Quando tornarono non vi erano segni di collutazione, ma il levita era ben lieto di offrire da bere a Gesù e ai suoi apostoli, e così fece.
Alla fine della serata gli apostoli si raggrupparono attorno al messia e chiesero “Oh salvatore dicci, come hai fatto a riportare sulla retta via quella pecorella smarrita?” e Gesù li illuminò:

“Una volta voltato l’angolo, il levita si è messo quasi a piangere implorando di non essere picchiato perchè in una rissa lui le prende sempre! Allora io ho risposto <Beh in una rissa io le do sempre, come vogliamo fare?> il levita in preda al panico promise mari e monti, promise di offrire da bere a me e a voi e, nella mia grande magnificenza, ho deciso di essere magnanimo e di accettare. E così è stato”.

Quando Gesù e i suoi apostoli lasciarono quel luogo, diedero prova di grande compassione, perchè incrociarono il levita che anch’egli tornava a casa a bordo della sua auto e in segno di rispetto verso il redentore sgommò e sgassò nel parcheggio urtando un altro veicolo e staccandogli lo specchietto.
Gli apostoli a piedi sentirono delle voci dietro di loro dire “Oh va quel tamarro! E quella è la macchina di mio fratello, che gran stronzo!” allora essi, ricordando gli insegnamenti del messiah, si voltarono ed in coro risposero “non preoccuparti figliolo, abbiamo preso la targa e se ti serve testimonieremo anche”.

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